Brano del gruppo torinese dedicato agli anni di piombo in cui si cita, tra gli altri militanti caduti, Sergio Ramelli.

Anni grigi,
anni di ricordi amari,
ancora non sappiamo chi ha ammazzato tanti morti di quegli anni:
i nostri!
Cambia poco quando si sa chi li ha ammazzati,
cambia poco anche quando si processa chi li ha ammazzati.
Clemenza per piccole iene e sciacalli in divisa,
e le nostre vittime restano senza giustizia!)

Anni azzurri anni grigi
anni di piombo io volevo soltanto
conoscere il mondo.
Anni rossi di sangue, bianchi d’ipocrisia,
ma per noi senza macchia di codardia.
Neri di lutti che non voglio scordare,
anni duri e vigliacchi che non devon tornare,
anni tristi di fiori sbocciati sull’asfalto,
anni allegri di un Canto che si levò alto
dalle piazze lucenti di mille mani aperte,
dai bivacchi fraterni delle nostre riserve,
era un canto gioioso di freschi pensieri,
era il canto di cuori non più prigionieri,
era un canto feroce che s’alzava a fiammate
da canne brunite e bottiglie lanciate,
ma sciacalli in divisa e le iene di ieri
non eran nemici di cui andare fieri.

Anni, anni grigi, anni di piombo.
Brandelli d’epitaffio, noi vivemmo.
Anni di piombo, anni azzurri.

(Stefano e Virgilio Mattei, Giuseppe Mazzola e Graziano Giralucci
Mikis Mantakas e Sergio Ramelli, Mario Zicchieri ed Enrico Pedenovi
Angelo Pistolesi e Enzo Giudice, Francesco Ciavatta e Franco Bigonzetti
Stefano Recchioni e Alberto Giaquinto, Stefano Cecchetti e Francesco Cecchin
Angelo Mancia e Nanni De Angelis, Alessandro Alibrandi e Paolo Di Nella.)

Anni azzurri anni grigi
anni di piombo
e non sono riuscito
a conoscere il mondo
una guerra bastarda nata senza vittoria,
ma la lotta fu bella e non senza gloria,
anni folli di corse incontro al destino,
di ragazzi al macello per un nuovo mattino,
e svanì quel mattino ma è durato abbastanza
a consacrare in armi la fratellanza,
a capire e volere imparare ad osare,
a spezzare catene e combattere il male
anni candidi e persi nella memoria
soffocati del sangue
di chi non fece storia,
Anni esuli e persi sotto cieli lontani,
anni uguali in eterno, fine pena mai
Anni sepolti e persi tra sbarre e cancelli,
anni vivi, anni azzurri per pochi ribelli!

Anni, anni grigi, anni di piombo.
Brandelli d’epitaffio, noi vivemmo.
Anni di piombo, anni azzurri.

(Ma oggi dopo tanti anni le saracinesche si devono alzare,
quelle della memoria e quelle delle carceri
perché quegli anni sono ancora una ferita da guarire.
Anni grigi da ricordare e ricostruire in maniera vera,
anche dolorosa, ma vera con le voci di tutti.
Indulto esteso ed immediato
perché quegli anni sono ancora una ferita da guarire,
superare quegli anni,
consegnarli alla storia, ma non quella dei vincitori,
ma quel tipo di storia che è il passato comune di un popolo,
accettato e condiviso da tutti.)