invitolittlePaolo Bussagli è un toscano autentico, nella parlata e nella tenacia. Autore, regista e attore professionista, cresciuto alla scuola di Orazio Costa, è direttore artistico del “Coro Drammatico Renato Condoleo”, gruppo teatrale sorto proprio dopo la morte del grande artista fiorentino. L’idea di mettere in scena il dramma di Sergio Ramelli gli venne leggendo il libro che lui stesso ha definito in un’intervista: “un pugno nello stomaco”. Da quel giorno ha girato l’Italia, si è documentato, ha parlato con testimoni, ha raccolto materiali, quindi ha scritto il dramma in dieci scene: “Chi ha paura dell’uomo nero”. Superando non poche resistenze e paure, anche all’interno della sua stessa compagnia teatrale, Bussagli ha quindi portato in scena il suo progetto debuttando, in prima nazionale, il 18 marzo 2001 a Pisa, in una serata a dir poco commovente. Da quel giorno è partita una lunga tournée, durata più di tre anni, che ha portato Paolo Bussagli e il suo “Coro Drammatico” a rappresentare l’opera in oltre 50 teatri italiani, tra cui i prestigiosi Quirino di Roma, San Carlo di Napoli, Marrucino di Chieti e Nuovo di Milano. Difficile parlare di quest’opera il cui testo integrale può essere qui scaricato e letto, ma il suo autore la descrive così: “Lo spettacolo è un’analisi accorata alla ricerca del meccanismo che causa la degenerazione della lotta politica, il meccanismo perverso per cui l’avversario cessa di essere la controparte dialettica e diviene “Uomo nero”, demonio, incarnazione del male. Con quest’opera si piange Sergio, si rimpiange la sua vita perduta, ma anche quella di tutti i ragazzi, di tutti i partiti e di tutti i colori che, in quegli anni, hanno avuto il coraggio di non aver paura, che hanno scelto di parlare con chi la pensava in modo differente e hanno pagato con la vita la propria onestà”. Per avere un’idea più completa su questa rappresentazione teatrale, vi rimandiamo anche al Pdf delle recensioni.
teatro4  teatro2
teatro5 teatro3
Alcune immagini della rappresentazione “Chi ha paura dell’uomo nero”