Che un libro come questo, diffuso quasi esclusivamente fuori dai circuiti commerciali, senza pubblicità, senza recensioni, senza aiuti, né riconoscimenti di alcun genere, vada esaurito dopo solo otto mesi dalla sua pubblicazione è già, di per sé, un fatto eccezionale, un primato, un avvenimento editoriale, forse persino un monito.
Dal primo giorno in cui abbiamo avuto in mano il volume, noi autori ci siamo imposti di cercare di diffonderlo e farlo conoscere il più possibile per rompere, con l’arma dell’impegno personale, il muro di silenzio, di omertà, di boria che la “cultura” ufficiale (e non solo quella…) erge di fronte a tutte le opere di controinformazione. E sin dal primo giorno abbiamo potuto contare su quella che è l’arma più forte e invincibile delle culture sommerse, clandestine, oppositrici: il “passaparola”.
Il 29 aprile 1997, ventiduesimo anniversario della morte di Sergio, presentavamo il libro a Verona, sulla via che porta il suo nome; una settimana dopo eravamo a Milano, alla presentazione “ufficiale” organizzata dalla Casa editrice. Da quel giorno fino a oggi siamo stati invitati a presentarlo altre 35 volte, praticamente in ogni angolo d’Italia: da Trieste a Roma, da Firenze a Bari, da Cremona a Catanzaro, da Genova a Cagliari, da Lodi ad Ancona… Trentacinque presentazioni organizzate da circoli politici o culturali di diverse aree, da giornali, da gruppi giovanili; spesso alla presenza di autorità: sindaci (come a Catanzaro o a Codogno), assessori alla Cultura (come a Milano o a Lodi), deputati e senatori (come a Roma o a Cagliari); ma soprattutto quasi sempre di fronte a sale gremite fino all’inverosimile. Così, tutta quella attenzione che i giornali non hanno voluto dedicare a questo libro sotto forma di recensioni, l’hanno dovuta dedicare attraverso servizi di cronaca, permettendoci di raccogliere una rassegna stampa più che ragguardevole.
Questo dato di “attenzione” è quello che maggiormente ci ha colpito, perché tutte le presentazioni sono state organizzate senza l’ausilio di apparati pubblicitari o di partito, riscontrando però ogni volta un’affluenza di pubblico superiore alle aspettative degli stessi organizzatori. Segno evidente che c’è voglia di sapere, di non cancellare la nostra storia, anche recente. C’è voglia di capire, di conoscere quanto ci viene sempre taciuto. C’è anche il lecito orgoglio di una comunità umana e politica che chiede il riconoscimento dei patimenti subiti in tanti anni di vessazioni. Nessuno spirito di rivalsa, nessun grido di vendetta, nessun desiderio di riaprire ferite (se mai si fossero rimarginate), ma tanta commozione, tanta dignità, tanto amore per quegli ideali e per quella Fede che alcuni, come Sergio, hanno pagato con la vita.
Ma questo lungo giro d’Italia (che ripartirà non appena sarà pronta questa II edizione) ci ha anche consentito di trovare nuovi materiali, nuove informazioni, nuovi e importanti dettagli e anche… di correggere qualche errore. Così, abbiamo scoperto che una via dedicata a Sergio era già stata approvata anche dal Comune di Lodi, ma che poi non se ne fece nulla per l’opposizione… dell’Anpi! Abbiamo anche scoperto (e ci scusiamo per non averlo saputo prima) che a Padova esistono addirittura due vie dedicate a Graziano Giralucci e Giuseppe Mazzola, i missini assassinati, nel 1974, dalle Brigate Rosse.
Non sapevamo neppure quanti fossero i circoli dedicati a Sergio Ramelli: da Massa ad Ancona, da Montichiari a Bari e siamo orgogliosi di aver ovunque contribuito a riaccendere la fiamma dell’impegno a non dimenticare. In tal senso raccolte di firme per dedicare una strada (o un istituto) a Sergio Ramelli sono state intraprese a Milano come a Sanremo o a Grugliasco, mentre l’iter è stato avviato nei Comuni di Lodi (nuovamente) e di Catanzaro. Infine, quasi in ogni località toccata dalle presentazioni, una copia del libro è stata regalata alla locale biblioteca. Insomma, il bilancio di questi primi otto mesi di viaggi e d’impegno, potrebbe essere già più che soddisfacente ma. Per noi, il riconoscimento più importante rimane il sorriso triste e dolce che mamma Ramelli ci ha regalato quando le abbiamo consegnato il fascicolo con tutte le recensioni, i volantini, gli inviti, i manifesti dedicati, in tutta Italia, alla memoria di suo figlio.

Monza: 25 dicembre 1997

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